Frame drums
Libera il potere del ritmo: scopri i segreti e le tecniche dei tamburi a cornice (frame drums) attraverso percorsi pratici pensati per trasformare la tua passione in pura espressione musicale


Il tamburello e la tammorra sono i due tamburi a cornice pilastro della musica tradizionale del Sud Italia, legati a storici rituali coreutico-musicali di stampo terapeutico e festivo.
Il tamburello, diffuso in tutto il Mezzogiorno e simbolo della pizzica salentina e della tarantella calabrese, ha dimensioni contenute (dai 20 ai 45 cm) ed è caratterizzato da una cornice di legno con una pelle tesa (generalmente di capra) e numerose coppie di sonagli di latta o bronzo. La sua tecnica è estremamente dinamica e si basa su un movimento rotatorio del polso che permette di alternare colpi di pollice o palmo al centro della pelle a colpi delle dita sul bordo, creando un tappeto sonoro incessante e frenetico.
La tammorra, invece, è lo strumento re della Campania e della tradizione del canto a figliola e della tammurriata. Strutturalmente molto più grande e pesante del tamburello (il diametro supera spesso i 50 cm), monta una pelle ovina o caprina più spessa e presenta sonagli più grandi e artigianali, spesso ricavati da lattine o metalli di recupero (cicere). La tecnica esecutiva rispecchia questa imponenza: la tammorra si impugna saldamente dal basso e viene colpita prevalentemente con la mano dominante che esegue un movimento "a terzine" o "a cavallo", alternando il palmo e le dita sulla pelle per scandire un ritmo cupo, profondo e cadenzato, che evoca il battito della terra.
Tamburello / Tammorra
Il duff (o tar) è la percussione più antica della tradizione araba, originariamente suonata dalle donne nei rituali pre-islamici e spesso caratterizzata da forme squadrate. Nel tempo è diventato la spina dorsale ritmica della musica mediorientale e uno strumento sacro fondamentale nelle cerimonie Sufi, essendo tra le pochissime percussioni storicamente ammesse dalla tradizione religiosa islamica. A differenza di altri tamburi a cornice, il duff si presenta "nudo", privo di anelli o sonagli interni: il suo suono ipnotico ed essenziale dipende esclusivamente dalla vibrazione della pelle tesa sull'anello di legno. Impugnato con una mano tramite un apposito incavo, viene percosso con l'altra alternando il Dum, il colpo basso e profondo al centro, e il Tak, il tocco acuto sul bordo. Negli ultimi decenni, la tecnica si è evoluta verso un sofisticato virtuosismo moderno, integrando rulli rapidi e schiocchi eseguiti anche con le dita della mano d'appoggio


Duff
Il riq (o riqq) è il piccolo ma sofisticato tamburo a cornice che rappresenta il pilastro ritmico della musica classica e dei complessi tradizionali (takht) del mondo arabo. Evoluzione diretta del duff, questo strumento si distingue nettamente per la presenza di cinque coppie di doppi piattini di ottone inserite nella cornice di legno. Di origini antichissime e storicamente legato alle feste e ai rituali spirituali, il riq richiede una tecnica esecutiva straordinariamente complessa: il musicista non si limita a percuotere la pelle di pesce o di capra al centro (Dum) o sul bordo (Tak), ma muove lo strumento in verticale e in orizzontale per far vibrare i piattini come fossero dei veri e propri cimbali. La maestria risiede nel saper alternare la tecnica "aperta", in cui il riq si tiene liberamente per sfruttare il massimo sustain dei sonagli, alla tecnica "chiusa", dove lo strumento viene bloccato tra le dita per eseguire rulli rapidissimi, schiocchi e incastri ritmici di incredibile virtuosismo.
Riq
Il bendir ricopre un ruolo fondamentale anche nella tradizione musicale ed espressiva dei Gnawa, l'etnia marocchina discendente dalle antiche popolazioni sub-sahariane. Sebbene gli strumenti sovrani delle loro cerimonie notturne di trance terapeutica (Lila) siano le nacchere metalliche qraqeb e il liuto guembri, il bendir diventa protagonista assoluto durante l'Aadoui, il caratteristico andamento e suite ritmica che domina la parata e la processione di apertura del rituale. In questa fase introduttiva, il tamburo a cornice, con il suo tipico ronzio interno generato dalle corde di risonanza, si unisce ai grandi tamburi tbel per sostenere i canti responsoriali della comunità. La sua tecnica esecutiva si adatta a una complessa poliritmia, tipicamente basata su tempi in 4/4 o in un 6/8 fortemente sincopato: l'alternanza tra il Dum profondo e il Pa (il colpo secco e stoppato al centro della pelle) serve proprio a incastrarsi perfettamente con il battito metallico e incessante delle nacchere, strutturando il ritmo Aadoui come un tappeto sonoro ipnotico e travolgente, indispensabile per raccogliere l'assemblea e caricare l'energia spirituale dell'evento.


Bendir


Il daf persiano è uno dei tamburi a cornice più grandi, espressivi e spiritualmente intensi dell'Asia Centrale, pilastro della musica classica persiana e della tradizione mistica curda. Strutturalmente si distingue in modo netto dagli altri tamburi a cornice per la presenza di centinaia di piccoli anelli di metallo (disposti a gruppi di tre o quattro) agganciati all'interno della sua larga cornice in legno. Questo segreto costruttivo permette allo strumento di generare non solo il suono della pelle, ma anche un potente, denso e continuo fragore metallico simile a una cascata d'acqua o a un forte vento. Storicamente legato ai rituali mistici (Zikr) delle confraternite dervisce Sufi (in particolare nei territori del Kurdistan), il daf viene considerato uno strumento sacro, capace di indurre lo stato di estasi spirituale e di simboleggiare, attraverso il suo cerchio perfetto e i suoi colpi, l'universo e il battito del cuore divino. La sua complessa tecnica esecutiva richiede che lo strumento venga tenuto sollevato a due mani davanti al viso o al petto; i musicisti utilizzano i polpastrelli, i palmi e i pollici di entrambe le mani per alternare i colpi fondamentali del Dum (basso al centro) e del Tak (acuto sul bordo), combinando queste percussioni a repentini e vigorosi movimenti di oscillazione e scrollata che fanno risuonare gli anelli interni, creando rulli e accenti di straordinario virtuosismo dinamico.
